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19 Gennaio 2011
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Con Corist-Ti, ridotto il rischio di infezioni in terapia intensiva

In Italia, le infezioni dovute a pratiche assistenziali (Ica) in Terapia intensiva sono molto più frequenti di quelle registrate in altri setting ospedalieri.
Le Ica hanno molte ripercussioni e sono parzialmente prevedibili solo con azioni e interventi mirati, condotti su diversi fronti.
Dal 2006, l'Osservatorio per la qualità e l'equità dell'Agenzia regionale di Sanità toscano (Ars-T) coordina Corist-Ti, il progetto che monitora il rischio infettivo da attività sanitarie a livello locale.
Esso si pone di migliorare: le conoscenze dei professionisti; la sorveglianza e la diagnosi, attraverso l'adozione di linguaggi comuni e la pratica clinica.
Per farlo, sono stati redatti documenti regionali di consenso allo sviluppo di cheklist di monitoraggio; la costruzione di una database clinico regionale e perfino la progettazione di un pragmatic trial per l'implementazione di pratiche efficaci.
Ma ciò che ha caratterizzato di più Corist-Ti è stato il coinvolgimento dei professionisti (medici e infermieri, soprattutto) provenienti da almeno 30 delle 44 Terapie intensive regionali.
Questa rete di professionisti ha anche un sito web (www.corist.it) e la connessa newsletter.
La rete collaborativa consta di persone che hanno obiettivi comuni e sviluppano conoscenze, attraverso il confronto reciproco.
Prossimo obiettivo di Corist-Ti sarà quello di misurare l'impatto del lavoro in rete.
Le Ica hanno molte ripercussioni e sono parzialmente prevedibili solo con azioni e interventi mirati, condotti su diversi fronti.
Dal 2006, l'Osservatorio per la qualità e l'equità dell'Agenzia regionale di Sanità toscano (Ars-T) coordina Corist-Ti, il progetto che monitora il rischio infettivo da attività sanitarie a livello locale.
Esso si pone di migliorare: le conoscenze dei professionisti; la sorveglianza e la diagnosi, attraverso l'adozione di linguaggi comuni e la pratica clinica.
Per farlo, sono stati redatti documenti regionali di consenso allo sviluppo di cheklist di monitoraggio; la costruzione di una database clinico regionale e perfino la progettazione di un pragmatic trial per l'implementazione di pratiche efficaci.
Ma ciò che ha caratterizzato di più Corist-Ti è stato il coinvolgimento dei professionisti (medici e infermieri, soprattutto) provenienti da almeno 30 delle 44 Terapie intensive regionali.
Questa rete di professionisti ha anche un sito web (www.corist.it) e la connessa newsletter.
La rete collaborativa consta di persone che hanno obiettivi comuni e sviluppano conoscenze, attraverso il confronto reciproco.
Prossimo obiettivo di Corist-Ti sarà quello di misurare l'impatto del lavoro in rete.
[Fonte:ipasvi.it]




















