Editoriale "Obbiettivo" 1/2010

di Luca Bartalesi

Negli ultimi anni il concetto di salute ha assunto nella vita degli italiani una nuova centralità con caratteristiche peculiari. Siamo tutti più attenti agli aspetti che riguardano il benessere psico-fisico, siamo più informati, orientati e attivi nella gestione della propria salute. Un ruolo importante lo hanno giocato gli stereotipi promossi dai media, tra cui la bellezza che per connessione di idee si associa a salute; così come il raggiungimento di un più alto grado di benessere economico-culturale, mediamente ottenuto nella nostra società dal dopoguerra ad oggi.
Una maggior domanda di salute nella popolazione, intesa nella sua concezione di benessere fisico psichico e sociale, ha portato tendenzialmente ad evitare il più possibile la medicina allopatica assumendo sempre più diffusamente sani stili di vita e dietetici, avvicinandosi sempre più alla medicina non convenzionale.
Alcune indagini tra gli italiani dimostrano l’importanza che questi danno ad elementi quali: una sana alimentazione e l’igiene personale, seguono il non fumare, l’esercizio fisico ed il ridotto consumo di medicine. Grande rilevanza hanno assunto anche il controllo regolare o saltuario del peso corporeo e della pressione arteriosa.
In contrapposizione c’è una forte crescita di do- manda dei servizi del SSN. Gli accessi ai DEA ed il consumo di farmaci sono notevolmente aumentati.
L’aumento delle richieste, le difficoltà a farvi fronte, la maggiore informazione dell’utente e soprattutto la crescita delle aspettative nei confronti della sanità pubblica, ha portato al crescere dell’insoddisfazione tra la popolazione.
La presenza di un numero sempre maggiore di persone interessate ad assumere un ruolo “attivo” nel procedimento diagnostico e terapeutico che li riguarda, paradossalmente provoca il nascere di vaste aree di dissenso manifestate anche nel ricorrere a metodi di cura “alternativi” il cui fondamento scientifico è spesso fonte di discussione. Un complesso processo di distacco dalla storica istituzione salute, che nasce soprattutto da individui giovani con alto livello d’istruzione, ma pronto a espandersi all’interno della società. È quindi necessario un miglioramento delle capacità di offerta dei professionisti e delle strutture sanitarie, pubbliche e private, adeguandosi alle esigenze della popolazione. Passare da un’organizzazione medico centrica ad una individuo centrica è una necessità ineludibile, che richiede un supporto alle capacità emozionali del cittadino ed una maggiore capacità comunicativa da parte dei professionisti.
Questi aspetti sempre più sentiti tra gli addetti ai lavori, non possono più essere demandati all’iniziativa della singola persona ma necessitano di investimenti formativi specifici.
 

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