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Costituzione Commissione Esercizio libero Professionale

 
L'esercizio libero professionale rappresenterà la via maestra per l'accesso alla professione.
L'ambito è complesso ed estremamente esposto a variegate situazioni giuridiche e di contesto. Pertanto è logico passare da un "gruppo di lavoro" ad una Commissione Permanente, per dare continuità e nel contempo cambiare paradigmi per la politica professionale nell’ esercizio libero professionale.
Si chiede agli Studi professionali in indirizzo di nominare un rappresentante nella istituenda Commissione.
Si chiede ai liberi professionisti di proporsi.
Si chiede alla Consulta Giovani di nominare un rappresentante nella istituenda Commissione. I nominativi devono pervenire entro il 15 marzo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
MANDATO DELLA COMMISSIONE
- redigere un programma di politica per lo sviluppo dell’esercizio libero professionale.
- promuovere la ratifica di una convenzione con la regione (partecipazione al sistema,
modalità, buone prassi )
- redigere un piano operativo per l’ agire nella Camera di Commercio.
- proporre un piano di innovazione che valorizzi l’infermiere libero professionista.
- redigere un piano operativo per il sostegno giuridico
- proporre il piano formativo ( junior, senior ) con servizio orientamento allo sviluppo del
curricula
- proporre un format di Porfolio professionale.
- proporre un sistema di accreditamento degli studi, società fra professionisti, cooperative.....
- proporre un sistema di accreditamento professionale su base europea.
- aprire area "esercizio libero professionale" nel sito del collegio (proposte, ricerche norme
linee guida..)
- fare un elenco degli infermieri libero professionisti.
IL PRESIDENTE F.to Danilo Massai

Purtroppo ancora una volta l'esercizio della professione è abusato.

Riportiamo qui sotto un articolo apparso in questi giorni sulla stampa seguito da un intervento del Presidente Massai.

Sanità: 19 infermieri irregolari nei laboratori a Taranto

TARANTO - La guardia di finanza di Taranto ha individuato 19 persone che operavano, senza averne titolo, con mansioni infermieristiche in sei laboratori di analisi del capoluogo e della provincia, accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale. Secondo quanto accertato, i prelievi di sangue avvenivano 'a domicilio', da parte di infermieri dipendenti pubblici, di ex infermieri ormai in pensione, o di persone prive di qualifica. In alcuni casi nei laboratori oggetto d'indagine vi erano "operatori sanitari" sprovvisti dei titoli professionali. 
Quattordici operatori sprovvisti delle necessarie qualifiche professionali sono stati denunciati per 'esercizio abusivo della professione', mentre cinque infermieri dipendenti di ospedali pubblici della provincia di Taranto sono stati segnalati alla locale Asl per l'adozione dei conseguenti provvedimenti disciplinari. Due dei laboratori coinvolti hanno già subito la revoca della convenzione da parte della Regione Puglia; per altri tre sono state avviate le procedure. Ad un altro laboratorio, infine, è stata notificata l'intimazione da parte dell'Asl di avvalersi di personale qualificato.
Secondo quanto accertato dagli investigatori, spesso, nei casi di prelievi domiciliari, le provette venivano trasportate in condizioni non idonee a garantire l'integrità dei campioni. Le norme in tema di prelievo e trasporto di sangue prevedono, infatti, che questo debba essere raccolto da infermieri professionali iscritti all'albo e che il trasporto, dal luogo del prelievo alla struttura sanitaria di analisi, debba avvenire rispettando precise regole, tra le quali l'uso di contenitori impermeabili a tenuta stagna, l'adozione di rastrelliere per provette e di kit specifici per disinfezione in caso di eventuali rotture. Tra le violazioni riscontrate vi è stato anche un caso di sottrazione di materiale sanitario a danno dell'ospedale di Manduria, in quanto uno degli infermieri in servizio presso l'Asl avrebbe utilizzato materiali sanitari illecitamente prelevati dalla struttura pubblica.

Gentilissimi colleghi,
è con intensità crescente che apprendiamo di  esercizio abusivo, di esercizio senza necessarie competenze, di esercizio a contratti de-professionalizzanti.
La professione  necessita di tutele, sia culturali che deontologico-giuridiche, e' necessaria una maggiore "vigilanza" sia negli ambiti pubblici che nei servizi dati in gestione.
Soprattutto in questi ultimi e ' necessario sapere chi ci opera, con quali qualifiche, ed accertare i titoli ( il Collegio può attestare la regolarità ) .
Abbiamo segnalazioni che in molti servizi, vengono ridotti gli infermieri a favore degli OSS, si chiede prudenza nella decisione ponderando la responsabilità del percorso assistenziale (legge 251/2000) del quale è l' infermiere responsabile.
E' tempo di richiamare ad una più alta attenzione alla cura del proprio agire professionale, conoscenze per decidere, abilità di progetto e di skill tecnico-operative, sviluppare capacità di relazione e di orientamento, sviluppare capacità per un lavoro in équipe cooperativo e pro attivo.
E' tempo di chiedere senso di maturità nel saper valutare diritti personali e necessità dei servizi, orari, ambiti operativi, carichi lavoro, qualità e sicurezza , ma sopratutto corretta informazione per una motivata attività professionale.
E' da evitare un atteggiamento paternalistico-autoritario ma anche atteggiamenti lassisti, necessità di avere piani di strategie di politica dei servizi e dei professionisti dove gli stessi hanno responsabilità primaria degli esiti. Comportamenti di ricercata professionalità, conoscenze, capacità di giudizio etico, abilità e curiosità nell'innovazione sono le basi per uscire da situazioni al "limite".
In specifico chiediamo:
-          l' accertamento delle qualifiche e dei titoli 
 
-          l' accertamento della iscrizione all'ordine.
 
-          definire criteri ed indicatori per la composizione delle équipe ( infermieri,oss, altri...) attenzione alla continuità di responsabilità correlata alla vigilanza sul piano di cura e assistenza in sicurezza.
 
-          definire attività e competenze relative necessarie.
 
-          diffondere i Codici ( pubblica amministrazione ,deontologici, etici)
 
-          diffondere norme e regolamenti attinenti all 'esercizio professionale
 
-          pianificare visite di audit nei servizi ,con verbalizzazione degli scostamenti
 
-          pianificare modi, tempi per i nuovi assunti e per coloro che transitano nei servizi
 
-          segnalare al Collegio fatti di rilevanza etico-deontologica-giuridica.
 
 
Rimane basilare informare e formare i professionisti per nuovi scenari organizzativi e di esercizio professionale, con presenza della dirigenza nelle aree "calde".
 
Da tutti noi una maggiore espansione di responsabilità nel territorio per leggere cosa succede ed intervenire nei casi di dubbio, indipendentemente dal luogo di lavoro, ci aiuterà nel tutelare persone e famiglie e nel contempo elevare la sensibilità sociale della professione. 
 
Disponibili a confronto e Vostri suggerimenti.
 
IL PRESIDENTE
Danilo Massai

Regione Toscana, varato il piano sanitario e sociale integrato

L'infermieristica trova spazio ovunque

regione toscana
di Cinzia Beligni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
 
Approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regione Toscana e presentato il 12 febbraio dagli assessori Marroni (sanità) e Allocca (welfare) il nuovo e primo piano integrato salute-sociale che identifica sette punti focali per l'anno 2014: liste di attesa per la chirurgia con particolare riguardo all'oncologia; odontoiatria; continuità ospedale-territorio e assistenza domiciliare; benessere degli operatori; salute di genere; ricerca scientifica; liste di attesa per specialistica e diagnostica strumentale, una serie di punti legati tra loro a ribadire come la malattia risenta degli aspetti sanitari e sociali per molti versi inscindibili. L’assessore L. Marroni afferma nella conferenza stampa: "Questo Piano Sanitario e Sociale Integrato rappresenta per noi una grande sfida, particolarmente significativa in questo momento così complesso e in evoluzione” (…..) e ancora  “L’importo che è stato investito nel nuovo millennio per le strutture ospedaliere attualmente operative è di 3 miliardi di euro, consentendo anche di procedere alla realizzazione dei quattro nuovi ospedali con tempi contenuti", mentre  l'assessore Salvatore Allocca aggiunge: ”Finalmente la stesura definitiva del Piano è approdata in giunta. Il lavoro di questi mesi ha prodotto un atto importante, anche se condizionato nei tempi da una ricorrente incertezza del complessivo quadro normativo e finanziario. Il documento certamente è da discutere, da valutare e migliorare in sede di commissione, ma resta un atto fondamentale, non solamente necessario per la programmazione in campo sociale e sanitario, ma anche per l'elaborazione di nuovi contenuti di sistema imposti dalla crisi in atto".
Da anni in sanità si è cercato di conciliare due grandi mondi diversi tra loro ma strettamente vincolati, il mondo sanitario e quello sociale. Dagli ormai lontani distretti socio sanitari  istituiti con la legge 833 del 1978 che identificava gli stessi come struttura territoriale deputata all'erogazione delle cure primarie, accantonati con la 502/92 (e succ. modif. 517/93) per dare ampio spazio all'aziendalizzazione, passando poi dalle Società della Salute, si ritorna oggi ad  una legislazione regionale che obbliga gli operatori ad avere una particolare attenzione rivolta all'integrazione professionale e strutturale, a protezione dei soggetti sociali più deboli, in un'ottica di grave crisi economica e razionalizzazione della spesa sanitaria, e dove la figura dell'infermiere è un elemento centrale dei percorsi organizzativi e socio-assistenziali, dalla quale il nuovo sistema non può prescindere.
L'infermieristica si colloca in ogni punto definito dal nuovo Piano Sanitario e Sociale integrato Regionale diventando parte essenziale del governo clinico e delle politiche territoriali legate ai concetti di prevenzione, promozione della salute, didattica e ricerca. 
L'infermiere è il professionista incaricato dell'assistenza alla persona con malattia cronica e oncologica che esplica la sua professionalità a qualsiasi livello della piramide assistenziale attraverso: 
il rafforzamento dell'asse ospedale-territorio al fine di evitare le re-ospedalizzazioni improprie; 
nella prevenzione e promozione della salute attraverso l'educazione sanitaria ed attività di counselling finalizzate alla sensibilizzazione alle campagne di screening; 
implementazione di percorsi assistenziali finalizzati all'autogestione della patologia a domicilio in modo da permettere alla persona ed alla famiglia l'indipendenza dallo stato di malattia attraverso il recupero delle abilità residue;  
l'utilizzo di nuove tecnologie come  la telemedicina e teleassistenza nel self-management.
L'infermiere è colui che unitamente al MMG è protagonista principale di un sistema in rapida  trasformazione a livello territoriale,  che vede la nascita dell'associazionismo (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e le Case della Salute, dove l'assistenza è pro-attiva, le informazioni con le persone assistite ed il monitoraggio della performance dei team e del sistema nel suo complesso, sono gli elementi di base per l’implementazione di piani di salute collettivi ed individuali a gestione esclusivamente territoriale.
La componente infermieristica si colloca anche all'interno dell'attività di ricerca per la salute e l'appropriatezza terapeutica,  nella medicina di genere attraverso la valorizzazione dei risultati.  
Altri punti vengono toccati dal nuovo Piano Sanitario e Sociale integrato Regionale quali l'abbattimento delle liste d'attesa attraverso la responsabilizzazione clinica e l'appropriatezza prescrittiva nonché un riavvio al confronto per la definizione delle linee guida del modello “cure intermedie” e, per quanto concerne gli operatori del servizio sanitario,  la promozione del clima organizzativo e lavorativo con il monitoraggio dello stress lavoro-correlato. 
Il piano apre un ventaglio di possibilità per la professione infermieristica: spetta a questa l'onere e l'onore di  svilupparle.
 
 

Creare online il proprio curriculum europeo

Vogliamo segnalare questo interessante sito dove poter creare on line il prprio curriculum europeo  - Clicca [qui]

Dati OCSE: numero di infermieri e medici per 1000

Per visualizzare il report completo  - Clicca [qui]
 
Leggere i dati OCSE e la realtà italiana .
Come vediamo gli infermieri mancano, ed i modelli organizzativi debbono tener conto di due linee, una di breve tempo ed una che si adegua ai parametri Europei.
Dobbiamo iniziare a studiare indicatori diversi oltre a quelli economici.gli infermieri stanno pagando più di ogni altra professione.
Un errore confondere il lavoro di supporto degli OSS con necessità infermieristica.
Ogni studio deve necessariamente partire da studiare in quali ambiti, con quali livelli di performance, con quale continuità sulle 24 ore, quali livelli di responsabilità.
La pianificazione, il monitoraggio, gli interventi (se non prescrivibili ad altri) debbono avere Tempo infermieristica, l'Infermieristica e' una scienza applicata svolta da professionista intellettuale, pertanto necessità di tempo pensiero, analisi, decisione, attuazione, verifica risultati, valutazione esiti ed effetti oltre il tempo di confronto e di educazione terapeutica.
L'Attuale organizzazione costringe gli infermieri alla tecnica infermieristica,e ad assistenza difensiva.
Dobbiamo smettere di programmare con infermieri al ribasso siamo in Europa .
..numeri in ribasso....stipendi oltre  il basso......contratti vergognosi per i giovani.....
Politicamente non possiamo continuare a sostenere i governi di turno sia Nazionali che Regionali, che considerano l'infermieristica roba di scarso valore sociale ed economico, dobbiamo ipotizzare nuove strategie per spiegare ai cittadini  e costringere i politici a politiche che in verità riconoscono l'Infermieristica come scienza di Assistenza alla persona e Famiglia dalla quale la Comunità trae benefici di tutela della salute e conseguentemente di valore economico.
Dobbiamo smettere di andare dietro le esternazioni di comodo ora di uno ora di altro però nulla cambia se non per il cammino che scienze e tecnologie impongono.
Ai medici la cura delle malattie.
Agli infermieri  L'Assistenza, alla persona e famiglia.
Due grandi paradgmi diversi che possono convergere su una stessa persona ma non necessariamente.
Le leggi sono già chiare,( 251/2000) però nelle applicazioni c'è sempre prevaricazione del ruolo medico sul l'infermieristica, e da questo errore concettuale nascono incomprensioni.
Trovare colpevoli non è difficile,ma non cambierebbe la cultura prevalente dei politici ,degli amministratori,dei cittadini.....
Unica strada e' attuare la legge 251/2000 ,PIANIFICARE L'ASSISTENZA ,e denunciare dove non si pianifica,tutto avrebbe una evoluzione.
 
IL PRESIDENTE
Danilo Massai

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