06 Maggio 2010
Un’infermiera di ventiquattro anni ha ricevuto richieste bavose da un uomo, alias cliente, alias utente, alias paziente, dopo una visita domiciliare presso il suo domicilio.
E c’è stato bisogno che il sindacato nazionale (il NU-91) delle suddette infermiere si interessasse di demolire un’idea consolidata che vede queste professioniste come delle lavoratrici del sesso…anzi, neanche, perché in questo caso nemmeno si paga, è tutto compreso!
La campagna a cura del sindacato si chiama “traccio qui la linea”, un chiaro segno di demarcazione che invita a non sorpassare un certo limite, quello del rispetto.
Crediateci o no, l'alias di cui sopra, visto il rifiuto della donna di scendere a rotta di collo i gradini dell’evoluzione, l’ha addirittura definita “inadatta all’assistenza” perché non aveva soddisfatto i suoi “bisogni”.
Oddio, le teoriche dell’assistenza! Che la Henderson si sia dimenticata di includere nella sua teoria questo tipo di bisogno??? L’infermiere è efficace se……rende la persona autonoma….aiuta ad accettare limitazioni e disabilità…….aiuta nel processo di morire…….non trovo niente a riguardo…..
Neanche in Olanda lo devono aver trovato, tanto è vero che gli inquirenti stanno indagando sulla questione, che pare abbia scosso l’opinione pubblica.
Aline Saers, responsabile di un’associazione olandese per i cittadini destinatari di un budget personale ( costituito da trasferimenti di denaro verso malati cronici, anziani, disabili…) ha dichiarato che un cliente può “discutere i suoi bisogni sessuali con un’agenzia di assistenza sanitaria, affinché questi possano richiedere una escort ad un’agenzia specializzata, cosa legale nei Paesi Bassi”.
Ma, è lecito chiedersi, da dove nasce questo stereotipo? E che cos’è uno stereotipo?
Internet: Wikipedia: e trovo:
“Lo stereotipo, o cliché, è la visione semplificata e largamente condivisa su un luogo, un oggetto, un avvenimento od un gruppo riconoscibile di persone accomunate da certe caratteristiche o qualità. Si tratta di un concetto astratto e schematico che può avere un significato neutrale, negativo o positivo…. . Se usato in senso negativo (E QUESTO E’ IL NOSTRO CASO) o pregiudizievole (CONTINUA AD ESSERE IL NOSTRO CASO), lo stereotipo è considerato da molti come una credenza indesiderabile che può essere cambiata tramite l’educazione (EUREKA!) e/o la familiarizzazione (LEGGI: VIENI A VEDERE COSA FACCIAMO).
Ma che ti aspetti da menti triviali che hanno una visione della realtà così distorta?
Vallo a dire alle infermiere di Padova che nel 2008 hanno visto dei volantini che recitavano: “Festa specializzandi, trova le due infermiere sexy”, con tanto di foto, se il concetto non fosse chiaro abbastanza.
Mah.
Ed in questa vicenda gli inglesi insegnano: eh sì, nella Perfida Albione nel lontano 2004 è stata ritirata una pubblicità per una marca di scarpe da ginnastica che ritraeva una non già di per sé finissima Christina Aguilera vestita da infermiera con tutti gli attributi tristemente noti, reggicalze incluso.
Nel mio reparto, dove anche la spalla più smussa che possiate conoscere sarebbe costretta a produrre dato l’aberrante carico di lavoro, provate pure a fare della spicciola ironia sull’infermiera sexy………………………..
Mamme piene di figli, case da pulire, lavatrici da fare e poi da stirare, bocche fameliche da sfamere, code nel traffico da fare, parcheggio che non si trova e tocca pagare, benzina alle stelle, sindrome della terza settimana (i soldi li abbiamo finiti per comprare la macchina per andare a lavorare per guadagnare e pagare la macchina per andare a lavorare e per guadagnare i soldi per pagare la macchina…), rientri perché magicamente sei sotto di ore, fidanzati e mariti che non capiscono perché diavolo sei ancora sotto di ore visto che vai a lavorare anche con la colica renale?????.........
Sì, si, mandatemeli quelli che dicono e pensano certe nefandezze, prodotti di scarto del loro cervello…provate, O VOI, a farlo…ma non vi aspettate reazioni piene di risolini maliziosi da parte di infermiere senza la luce di Dio negli occhi…provateci, ma chiamate subito l’esorcista, perché come minimo l’infermiera in questione camminerà sul soffitto, e l’odio, lo schifo e lo sdegno che trasuderanno da lei vi avvilupperanno, cari stereotipo-dipendenti dei miei stivali, e lei AVRA’ RAGIONE di volervi vedere schiacciati dall’enorme peso della vostra leggerezza, e della vostra profondissima ignoranza.
[Fonte: www.corriere.it]




















